MicroMacroLink: cinema e realtàQuando il cinema si brucia
di Luca Alessandroni
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Non sempre il cinema va capito, discusso e teorizzato. Se la forma non veicola un contenuto oggettivo, il senso del cinema sta nell'emozione di chi lo guarda. La storia che il regista racconta per immagini deve essere il mezzo e non il fine di un film; capita così che un buon narratore parli di pace mostrando la guerra o sostenga la guerra raccontando la pace. Al genio basta un'immagine azzeccata per comunicare quello che mille parole non saprebbero spiegare meglio. Ed ecco che il cinema diventa un'esperienza di vita, non una storia che domani non ci ricorderemo più. Un insieme di fotogrammi ben pennellati (perché l'immagine è opera d'arte) può diventare la lente attraverso cui guardare il mondo e distillare le emozioni. Perciò il cinema va vissuto, con la pancia e con la testa, e non teorizzato. David Lynch dice che se ne stai parlando non stai facendo del cinema, bello o brutto che sia. Forse è ora di bruciare qualche tomo di cinematografia e strappare le pagine di quegli autori che vogliono schematizzare tutto in nome della scienza. Perché il cinema non è una tabella ma arte che pulsa e produce sensazioni. lunedì 9 luglio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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