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MicroMacroLink: cinema e realtà

Il Codice Decifrato: Suicidi, Deliri e Incassi Record

del Ladro di Biciclette

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Si suicida dopo aver letto Il Codice Da Vinci. La notizia è del 24 marzo 2006 ed è riportata da un blog italiano dedicato al fenomeno che ha "restaurato" Leonardo.
E' successo in Inghilterra, un frate benedettino già in crisi dopo aver letto un romanzo si è buttato dalla finestra del suo convento.
Fonti ufficiali non confermano che il romanzo fosse proprio Il Codice Da Vinci ma tanti suppongono ciò.
Altri frati dello stesso convento avrebbero detto che già soffriva di disturbi, che negli ultimi tempi era a pezzi poiché pensava che Dio l'avesse abbandonato. Ma gli stessi non hanno detto se il romanzo fosse veramente il best seller di Dan Brown.

Un sondaggio di Panorama mette in evidenza che il 10% delle persone intervistate crede al codice Da Vinci, il 36% lo considera un'ipotesi su cui indagare.

Il Codice Da Vinci accolto gelidamente alla prima proiezione. Il Codice Da Vinci delude il pubblico. Sarà uno dei tanti, uno tra i più piccoli, ma di sicuro venerdì 19 maggio, nel giorno dello sbarco italiano della pellicola più discussa del momento, quello di Urbania è stato il primo cinema parrocchiale della Penisola ad ospitare sullo schermo l'attesissimo Codice.

Si potrebbe andare avanti all'infinito nel ricordare che il thriller "anti-cristiano" di Ron Howard non sia riuscito a strappare neanche un applauso a Cannes. Solo qualche fischio isolato e una risata di scherno. Ma siamo molto lontani da Cannes. Meglio concentrarci sulle conseguenze che il fenomeno ha avuto nella realtà locale.

Nel cinema parrocchiale di Urbania, caso unico in Italia, è stato proiettato il film che ha fatto "proseliti" anche fra i preti. Altro che roghi e condanne a occhi chiusi. I sacerdoti hanno deciso all'unanimità di non boicottarlo. Dopo tutto, è solo un film. Ed è con questo spirito che molti sacerdoti hanno preso posto in sala per assistere alla versione cinematografica del libro di Dan Brown. "Ho letto il libro e l'ho trovato un romanzo avvincente - dice don Roberto Sarti, parroco di San Giuseppe - E' ovvio che non mi interessa dal punto di vista teologico. Ma devo dire che questo è un thriller ben scritto. E' solo per curiosità che vado a vedere il film. Sul caso di Urbania - aggiunge don Roberto - sono d'accordo con l'iniziativa. Anzi sono rimasto sorpreso che sia stata screditata".

"Non vorrei entrare troppo nella polemica. Dico solo che sarebbe bene che le strutture parrocchiali ne rimanessero fuori". Andrea Tornielli, vaticanista de "Il Giornale" e autore de "Processo al Codice Da Vinci", entra in punta di piedi nel "caso" di Urbania. E ormai a giochi fatti. Il no di monsignor Francesco Marinelli, scagliato da Roma in corso di lavori dell'assemblea generale della Cei, non è bastato a impedire che il 19 maggio le immagini del film scorressero ugualmente sullo schermo del cinema parrocchiale. Cinema pieno, 400 spettatori, e una scritta prima della proiezione per ricordare che si tratta di un'opera di pura fantasia e invitare gli interessati al dibattito del primo giugno. L'organizzatore dell'evento, Danilo Ubaldini è deciso ad andare fino in fondo, fino all'incontro con lo scrittore Tornielli.

C'è anche un volantinaggio per demolire la tesi di Brown. Domande e risposte al vaticanista e scrittore Andrea Tornielli: le hanno stampate in 2000 copie, per distribuirle a chi andrà a vedere il film a Urbania. Qualche esempio. Gesù era sposato come afferma Dan Brown? "La stragrande maggioranza degli studiosi concorda nell'affermare che Gesù era celibe. I Vangeli ce lo avrebbero detto...". Dunque la Maddalena non era sua moglie. "La prova della fantasticheria sta già in questo nome. Nei Vangeli sono nominate sette donne di nome Maria, indicando i loro legami maschili (madre di/figlia di), per la Maddalena non si dice "moglie di Gesù" ma la si indica con riferimento a Magdala, cioè al suo paese". Eppure Brown cita un vangelo gnostico, quello di Filippo, nel quale si parla di un "bacio sulla bocca" tra Gesù e la Maddalena. "Si tratta di un testo molto corrotto, tardo e periferico. In un passaggio di questo vangelo si parla di un bacio, ma il contesto è quello gnostico-esoterico: attraverso il bacio viene trasmessa la conoscenza...". Maddalena è stata occultata dalla Chiesa? "Anche questa è una fandonia: la Maddalena è santa e ci sono tante chiese intitolate a lei. E' la prima testimone della risurrezione di Gesù e compare nell'iconografia molte volte. Chi ha occultato la Maddalena è stato Leonardo, che non l'ha mai rappresentata nei suoi dipinti". E' mai esistito l'antico Priorato di Sion, con i suoi gran maestri occulti incaricati di mantenere il segreto su Gesù e la Maddalena? "Certo, ma non è poi così antico e certo Leonardo non poteva avere le tessere del club. E' stato fondato nel 1956...".

Né Pesaro né Fano si sono dimostrate troppo impazienti nello scoprire il segreto de Il Codice Da Vinci. Alla prima proiezione del film al cinema Metropolis alle 16.30 presente solo una decina di persone, anche se le prenotazioni per gli spettacoli serali avevano fatto presagire un'affluenza massiccia già dal pomeriggio. Poche le critiche all'uscite: "E' un bel film, che deve essere preso solo come tale", sostiene la prima coppia. "Magari si scontra con alcune certezze cristiane e per i fedeli potrebbe essere un problema assistere alla proiezione, ma non capisco comunque tutto questo scalpore". "Non conoscevo l'argomento - dice un altro spettatore - ma la tanta pubblicità che se n'era fatta mi aveva incuriosito. In realtà il film è stato un po' ripetitivo e credo si sia trattato solo di una grande operazione economica". Presente anche chi il libro invece l'aveva già letto: "La pellicola mi è sembrata abbastanza fedele al romanzo". Più pungente un gruppo di tre giovani: "Visto il film non capiamo perché la Chiesa si sia scandalizzata così tanto. A questo punto ci viene da pensare che sotto la trama ci sia effettivamente qualcosa di vero".

Pochi spettatori anche alla prima pomeridiana al Multiplex Giometti di Fano. Ecco le loro opinioni: "Un film fedele al racconto originario"; "Film interessante ma, da cattolico, dopo questo film esco convinto della mia fede come lo ero prima"; "Storia fine a se stessa"; "Tom Hanks ha fatto benissimo la sua parte, ma ho trovato gli altri attori non all'altezza".

Intanto, la prima del film si chiude con un buon successo di pubblico. Piena per tre quarti, circa 250 persone su 400 posti disponibili, la sala del Lux. Molti i giovani presenti alla serata. Atmosfera tranquilla, senza commenti sul caso.
Giometti tira le prime somme: "Su una capienza di circa 300 posti, 416 sono state le presenze totali al Metropolis di Pesaro. Con 831 quasi tutto esaurito per tutti e due i turni al Multiplex di Fano".
Al Lux di Urbania lo spettacolo va avanti.

E' stato Record Assoluto per il primo giorno di programmazione in Italia, come era prevedibile. Il film di Ron Howard ha incassato 2 milioni di euro. Ed ora è circa a 8, solo nel nostro Paese. È la cifra più alta per un primo giorno di programmazione al box office italiano. Il film è proiettato in 910 sale.
Nei primi tre giorni in tutto il mondo il film ha incassato 224 milioni di dollari facendo registrare il secondo incasso di tutti i tempi dopo Star Wars: Episodio 3 - La vendetta dei Sith.
Il film, che riprende il romanzo che attaccava duramente l'Opus dei e la Chiesa cattolica, ha subito dure contestazioni anche nel giorno d'esordio nelle sale italiane. A Verona, alcuni dimostranti, una quindicina in tutto, muniti di un megafono e di cartelli contro la "bestemmia" costituita dal film, hanno spiegato la loro iniziativa dicendo di voler difendere la loro fede. La protesta, comunque, non ha avuto conseguenze sull'afflusso degli spettatori.
A Foggia invece alcuni ragazzi di 4 parrocchie in questo fine settimana si incontreranno nei pressi del cinema cittadino, per recitare il Santo Rosario.

(Interviste a cura di Elisabetta Rossi per "Il Messaggero - Pesaro")

martedì 23 maggio 2006

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