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Ai Coglioni piace la Mortadella

del Ladro di Biciclette

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"Morta, morta, mortadella". Non c'è dubbio: da come titola Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, Unione e Casa delle libertà, dopo essersele suonate durante i tre lunghi mesi di campagna elettorale, si giocano la partita all'ultimo voto.

Prodi: "Abbiamo vinto, si volta pagina". Questo l'intervento del leader dell'Unione alle 3 di notte a Roma, Piazza Santi Apostoli, davanti ai sostenitori che acclamano: "Siamo coglioni! Siamo coglioni!" - con battito di mani come intermezzo.

Lo ricorderemo a lungo, questo 10 di aprile del 2006 che ha rovesciato tutte le previsioni, nonostante la vittoria di un soffio dell'Unione alla Camera, contestata dal Polo, e il risultato del Senato che in realtà resta in bilico, affidato al voto degli italiani all'estero.

Uno scrutinio al cardiopalma che ci fa chiedere: "La politica è spettacolo?". "Se i politici recitano un gioco delle parti, qual è il copione che viene messo in scena?". La politica è sempre stata spettacolo. Intendiamoci: la politica può essere definita come la dimensione in cui si dividono - di solito in maniera ineguale - risorse e rischi. E questa non vuol essere un'affermazione di valore ma una constatazione di fatto. In questi termini la politica non sembra aver bisogno di spettacolo, ma il dividere in maniera perlopiù ineguale risorse e rischi richiede che accada quella cosa sorprendente - per cui come dice Hume "i molti obbediscono ai pochi". Per ottenere questo, lo strumento fondamentale è dare l'impressione da parte dei pochi di valere di più dei molti.

Old timers. All'estero li vedono così. Berlusconi, 69 anni, e Prodi, 66: due anziani. S'intitola "Young Italy", il servizio di copertina che Time dedica ai duellanti di un Paese che trascura la generazione dei trenta-quarantenni: giovani vessati dal precariato e dal familismo estremo. E studiati come un'anomalia nel resto d'Europa.

La commedia della politica all'italiana va in onda sulle note di Via col vento. Melò congelato dai riflettori e commedia delle porte bianche: un regista, tante comparse, poca passione. La luce catodica omologa e degrada ogni suggestione technicolor e l'immaginario cinematografico tramonta nel grigiore televisivo. Dal cielo di cartapesta dello spettacolo della politica, a fatica si riesce a raschiare qualche resto impuro di polvere di stelle.

Nel momento in cui scrivo, giunge la notizia tanto attesa: "Dopo la Camera, anche il Senato all'Unione". Il risultato finale a Palazzo Madama: 158 a 156 per la coalizione di Romano Prodi.

L'Unione fa Il Sorpasso. E questo non è spettacolo?

martedì 11 aprile 2006

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