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MicroMacroLink: cinema e realtà

Comix Heroes - Eroi di carta

del Ladro di Biciclette

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All'alba del Duemila all'improvviso, grazie ai comics, i film sono ritornati una cosa meravigliosa. Ci sono varie ragioni per spiegare l'improvvisa febbre che ha colpito Hollywood come un virus benigno, tanto da proporre accanto al vecchio slogan che accompagna la città, "più stelle che in cielo", il nuovo: "più supereroi che nei fumetti".
La prima ragione è tecnica. Gli effetti speciali oggi permettono di fare quello che prima era impossibile. Il computer è l'equivalente moderno della matita e del foglio, tutto quello che per anni (unito alla fantasia) è servito per creare quei sogni di carta, prima ancora della macchina fotografica e della cinepresa.
Poi c'è la novità dei grandi registi e dei grandi attori. Il cinefumetto non è più appannaggio di B-movie, fatti in fretta e con mezzi limitati, non più una consorteria e una carboneria. Le nuove generazioni di filmaker sono cresciute leggendo i fumetti, e per loro quel mondo colorato e colorito ha lo stesso valore delle saghe e degli eroi classici, che si studiano a scuola.
Una vera e propria mitologia, un mondo di referenza da trattare con riverenza. Personaggi larger than life, più grandi della vita, che aiutano a sopportare guai e frustrazioni, e di fronte a qualunque ieri, infondono speranza nell'oggi e nel domani.

Il cinema e il fumetto sono nati insieme, alla fine del secolo scorso. Il 7 luglio 1895, nell'inserto domenicale del New York World, viene pubblicata la prima tavola di Richard Felton Outcault dedicata a quel personaggio che verrà poco dopo battezzato Yellow Kid, e il 28 dicembre, a Parigi, il Salon Indien del "Grand Café" di Boulevard des Capucines ospita la prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière. Si tratta ovviamente di date convenzionali e in qualche modo arbitrarie, poiché né il cinema, né il fumetto nascono dal nulla (ma piuttosto al termine di un lungo percorso, fatto di lanterne magiche, kinetoscopi e altri marchingegni nel primo caso; di illustrazioni, caricature e vignette nel secondo).

Non è un caso che i cinefumetti che oggi vanno per la maggiore siano eroi imperfetti, per sorte e non per scelta, estremamente umani, e soprattutto sono stati "partoriti" negli anni Sessanta, un decennio che ha tentato di rivoluzionare il mondo e i suoi valori, con l'utopia libertaria e democratica.

Gli X-Men, tanto per fare un esempio, non sono i soliti alieni esotici e, quando butta bene, paternalisti, ma problematici mutanti attraverso i quali si possono leggere i problemi e le battaglie di riconoscimento di tutte le minoranze d'età, razza, sesso, religione. E mutazione sembra la password che segna il passaggio dalla carta degli albi alla celluloide dei film.

Ma chi sono i supereroi simbolo che hanno invaso lo schermo in questi ultimi anni?

HULK: Più antieroe che supereroe vero e proprio, l'irascibile e suscettibile gigante verde rivisita in chiave moderna il mito del Dr. Jeckyll e di Mr. Hyde, con il fragile e angosciato scienziato Bruce Banner che si trasforma inopinatamente (e in genere nei momenti meno indicati) nel brutale Hulk.

SPIDER-MAN: Meno tenebroso e soprattutto meno incline alla violenza di Wolverine, il suo collega degli X-Men (di cui si parla ampliamente nella recensione di X-Men: Conflitto finale), l'Uomo Ragno dell'adolescente Peter Parker è però quasi altrettanto disadattato, e certo altrettanto efficace nel rispecchiare il disagio esistenziale dei lettori più giovani.

DAREDEVIL: C'è chi lo definisce "un tipo qualsiasi con la fissa del cuoio rosso", ma nonostante i superpoteri sensoriali che rappresentano il fortunato e amaro contrappasso della sua cecità, Daredevil è in realtà più assimilabile a un acrobatico "Giustiziere della notte" che ai suoi colleghi supereroi. Gli mancano il tormento psicotico e la pletora di gadget superfantascientifici di Batman. Mascella squadrata e sguardo negato, il diavolo scarlatto è un castigamatti di delinquenti comuni.

ELEKTRA: Sfolgorante bad girl dal tragico passato e dal presente di acrobatica kickboxer. Elektra è una bellissima furia vendicatrice, una "blade runner" in bilico tra crimine e legalità.

SUPERMAN: Il capostipite di tutti i supereroi dei fumetti sta per tornare al cinema. Un eroe senza macchia e senza paura. Non ha un passato tragico che lo martella, né sensi di colpa o traumi giovanili: anzi, il suo alter-ego adolescente, Super-boy, ha una striscia tutta per sé (con tanto di Lex Luthor coetaneo in quel di Smallville). Eroe limpido e ottimista nato dal crepuscolo della Grande Depressione.

BATMAN: Tormentato dall'ambiguità e dai sensi di colpa, Batman è certo il più moderno dei supereroi "classici", anticipatore in qualche modo delle innovative tematiche apportate dai fumetti Marvel. Cupo e tenebroso.

IL CORVO: Icona romantica e ultradark, la creatura del disegnatore James O'Barr torna dall'oltretomba per vendicare il proprio efferato omicidio e quello della sua fidanzata. Un eroe soprannaturale che ha mescolato con successo iconografia pop, musica rock e mitologia tradizionale.

BLADE: Metà uomo e metà vampiro, "La Lama" ha dichiarato una guerra spietata ai signori della notte. Un personaggio di colore nato in sordina. Immortale, violento e tormentato. Fattezze severe e agilità felina.

Gli altri eroi:
Buck Rogers, Dick Tracy, Flash Gordon, The Phantom, The Shadow, Rocketeer.
Alcuni di loro appartengono all'età d'oro del fumetto e sono stati l'idolo di almeno quattro generazioni, altri sono di nascita più recente. I veterani hanno già avuto il loro momento di gloria, per i novellini non è ancora giunto, e forse non arriverà mai più. Dura la vita dei supereroi!

domenica 2 luglio 2006

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