MicroMacroLink: cinema e realtàCriminali di Guerra
di Enrica Papetti
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Un crimine di guerra è una violazione punibile, a norma delle leggi e dei trattati internazionali, relativa al diritto bellico da parte di una o più persone, militari o civili. Ogni singola violazione delle leggi di guerra costituisce un crimine di guerra. Ma chi erano davvero i criminali di guerra? Menti malate, assetate di potere ed accecate da morbosi ideali, pazzi mitomani? Forse molto di più. Pensiamo, ad esempio, ad Adolf Hitler il quale, nel suo libro-programma Mein Kampf (La mia battaglia), a pagina 364, scriveva: "In luogo dell'odio con altri ariani, dai quali tutto può separarci, ma ai quali tuttavia ci unisce comunanza di sangue e di civiltà, dobbiamo votare al furore generale il vero nemico dell'umanità, l'ebreo, il vero autore di tutte le sofferenze". Con le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935, Hitler iniziava la persecuzione degli ebrei. Nel 1941 vennero costruiti i primi campi di sterminio per quella che lui definiva la "soluzione finale". Sei milioni di ebrei uccisi per il folle ideale di un uomo. Oltre ad Hitler, tanti, nei campi di concentramento, si macchiarono di crimini di guerra e delitti contro l'umanità. Come Michael Seifert, il terribile "Misha" che, dal 1951, vive in Canada e che la giustizia italiana ha già condannato all'ergastolo per i terribili delitti commessi nel periodo della Seconda Guerra Mondiale come caporale delle SS. Tra i crimini di guerra, forse fra i meno conosciuti ma non per questo meno terribili, vi fu il massacro di My Lai, avvenuto durante la guerra in Vietnam, dove i soldati statunitensi della Compagnia Charlie, agli ordini del tenente William Calley, il 16 marzo 1968 uccisero 374 civili tra cui anziani, donne e bambini. I soldati si abbandonarono anche alla tortura ed allo stupro della popolazione. Anche l'area balcanica, "bomba ad orologeria" pronta a scoppiare, ha "offerto" all'umanità efferati criminali di guerra come, ad esempio, il generale Ratko Mladic, accusato di essere responsabile di uccisioni di civili e stupri di donne. Dal 1992 al 1995 fu a capo di ottantamila soldati dell'esercito serbo-bosniaco e, durante questi anni, fu l'artefice diretto della strage di Srebrenica dove, nel 1995, vennero massacrati migliaia di musulmani bosniaci. Il fatto venne riconosciuto come genocidio poiché "l'azione commessa a Srebrenica venne condotta con l'intento di distruggere in parte la comunità bosniaco-musulmana della Bosnia-Erzegovina e di conseguenza si trattò di atti di genocidio commessi dai serbo bosniaci". giovedì 15 maggio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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