MicroMacroLink: cinema e realtàEssere blasfemi in uno Stato laico
di Rosa Cassano
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Se Dio esiste dovrà chiedermi perdono (Graffito su un muro ad Auschwitz). Una croce rossa dai contorni uncinati è il manifesto blasfemo del film di denuncia del regista greco Costa-Gavras, "Amen". L'immagine parla da sé, è l'emblema del silenzio complice del Vaticano di fronte alla morte di milioni di ebrei mandati al macello durante la seconda guerra mondiale. Posizione di privilegio che tuttora e più che mai è sotto agli occhi di tutti; non passa giorno senza che il pastore tedesco non compaia sugli schermi per deliziarci della sua oltremodo candida e sorridente immagine, saettando moniti e salvifici consigli. Paparatzi tuona contro preservativi e relativismo, contro aborto e unioni di fatto, contro omosessuali e pacifisti, contro fanatismi e cous cous. Egli continua con la sua opera moralizzatrice, volta alla difesa del matrimonio, della famiglia, della casalinga, della vita dopo la morte, sì perché la giustizia non è di questo mondo, bisogna aspettare di raggiungere Iddio onnipotente per godere di un po' di felicità, se poi invece ti tocca farti traghettare da Caronte per una pugnetta in più sono tutti cazzi tuoi!!! Prima di prendere il posto del Santo Subito, Paparatzi faceva parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, un organo che discende direttamente dall'Inquisizione. In qualità di prefetto, Joseph ebbe modo di pubblicare vari scritti, uno dei più compassionevoli si intitola: "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali". È un trattato che serve a dare manforte alle argomentazioni dei partiti cattolici nella loro intransigente lotta contro i diritti civili degli omosessuali. Il SommoP afferma che l'omosessualità è contraria alla morale naturale e che i politici dovrebbero per questo motivo obbedire al dovere morale di contrastare qualsiasi legislazione ad essa favorevole... Si parlava di Stato laico? Forse ho perso il filo, o forse ho perso il senso della parola "laico" che non torna, è lontano, sotterrato da quintalate di padre nostro e ave maria, svuotato dalle croci che restano appese in luoghi che con il culto non dovrebbero avere niente a che vedere. La mia bestemmia fu la scelta, condivisa da poche altre compagne del liceo, di saltare l'ora di religione. Ricordo che la vicepreside non la prese benissimo, ci ostacolò in ogni modo. Ma noi la spuntammo, non poteva costringerci a sorbirci le bigotterie della mancata suora in cattedra. Eravamo libere di starcene al sole; quella seconda ora al sabato mattina la aspettavamo con ansia, l'ala sinistra della classe si alzava all'arrivo della foca monaca e lasciava l'aula tra gli sguardi indignati dell'ala destra e della stessa insegnante. Ogni volta che varcavamo la porta per andare fuori, eravamo pronte a deridere quegli occhi scandalizzati, frutto della stupida credenza che imputa a chi non crede una totale assenza di principi e valori. La nostra legittima richiesta aveva un che di diabolico, di blasfemo, quasi nessuno infatti vagliava la possibilità dell'esenzione dalla croce. Politica, scuola, vita pubblica, la Chiesa entra dappertutto diventando spesso motivo di conflitti e diatribe piuttosto che essere portatrice di pace e amore. domenica 12 novembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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