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C'era una volta...

di Enrica Papetti

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C'era una volta...

Nelle favole, vincono sempre i buoni. E chi l'ha detto? Forse questo accadeva una volta, ora non più. Ci pensano Cenerentola e gli 007 nani a ribaltare le carte in tavola. Il nuovo film di animazione di Paul J. Bolger e Yvette Kaplan ci farà di sicuro cambiare idea. Scatta, infatti, la riscossa dei cattivi, svecchiando, in un certo senso, favole antiche come il mondo. Il film prende per i fondelli i "lieto fine" di disneyana memoria, attraverso una serie di fiabe conosciutissime non solo fra i più piccoli. Ed allora inoltriamoci nel magico mondo delle favole e ripercorriamo (magari con qualche lacrimuccia per i più nostalgici) le fiabe che ci leggevano i nostri genitori per conciliarci il sonno.

Se dico "mela" e "sette nani", non possiamo non pensare alla bella Biancaneve. Ma vi ricordate la sua storia? Scritta dai fratelli Grimm nel 1814, la storia racconta di una bellissima strega che, ogni giorno, interrogava il suo specchio magico: "Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" ed alla risposta "Biancaneve", figlia del re suo marito, la strega, accecata dall'invidia, incarica un cacciatore di portare la fanciulla nel bosco, ucciderla e riportarle il cuore come prova della conclusione del suo compito. Il cacciatore, però, impietositosi della ragazza, ammazza un cinghiale e porta alla perfida strega il cuore dell'animale. La piccola Biancaneve, intanto, vaga nel bosco e si imbatte in una casetta abitata da sette nani (ve li ricordate tutti i loro nomi? Brontolo, Cucciolo, Dotto, Eolo, Gongolo, Mammolo, Pisolo) che sono ben felici di ospitarla, in cambio di qualche faccenda domestica. Tutto sembra filare liscio, fino a quando la strega non si accorge che Biancaneve è viva e vegeta. Allora, travestita da fruttivendola, fa visita alla fanciulla per farle assaggiare una bellissima mela rossa avvelenata. Al primo morso, Biancaneve cade in un sonno profondo da cui nessuno dei nani riesce a svegliarla. Apparentemente morta, viene posta in una bara di cristallo e vegliata dai nani. Resta lì per molto tempo, fino a quando non viene notata da un principe che passa di lì, la salva ed i due, innamoratisi, convolano a nozze. Al matrimonio viene invitata anche la matrigna che, costretta ad indossare due scarpe di ferro, muore dal dolore. Dato il grande successo, la favola fa veramente il giro del mondo.

E che dire di "Pollicino"? Solo il nome ci trasporta in un mare di tenerezza. La celebre fiaba di Charles Perrault, originariamente pubblicata ne "I Racconti di Mamma Oca" del 1697, narra la storia di un boscaiolo e sua moglie che, non avendo più di che sfamare i loro sette figli, decidono di abbandonarli in un bosco. Il più piccolo, Pollicino, riempie le tasche di sassolini bianchi. Il giorno seguente, quando i genitori li portano tutti nel bosco, lui lascia cadere i sassolini dietro di sé. Così, seguendo questa traccia, riesce a riportare i fratellini a casa. Il giorno dopo la cosa si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo briciole di pane, che vengono mangiate dagli uccelli. I sette fratellini, perduti nel bosco, chiedono ospitalità in un bellissimo palazzo, ma ben presto l'edificio si rivela l'abitazione di un orco cattivo che mangia i bambini. Nel frattempo Pollicino gioca di astuzia. Sapendo che il mostro ha sette figlie, nella notte, sottrae loro le corone, e le appoggia sulla testa dei propri fratelli. L'orco, svegliatosi nella notte con l'intento di sgozzare i bambini, viene tratto in inganno dalla "sostituzione" e sgozza le proprie figlie. Pollicino ed i suoi fratelli riescono a fuggire, insieme all'oro che il piccolo è riuscito a sottrarre alla moglie dell'orco e che li libererà per sempre dalla morsa della fame. Questa favola viene usata molto spesso per sviluppare l'intelligenza nei bambini piccoli.

Con Biancaneve e Pollicino, non possiamo non nominare un'altra fiaba che ha fatto sognare milioni di bambine: "La Bella Addormentata nel bosco". La storia, inizialmente, non portò fortuna alla Disney, anzi la mandò quasi in bancarotta, ma oggi rappresenta uno dei classici più amati di Charles Perrault. La favola narra la storia di un re e di una regina che desiderano da tempo una bambina. Finalmente nasce l'erede e la chiamano Aurora. Durante i festeggiamenti, la bambina si perde e sopraggiunge, nel regno, la strega Malefica che, offesa per il mancato invito al battesimo della piccola, minaccia di ucciderla entro il sedicesimo anno di età. Grazie alle tre buone fate madrine, Aurora (soprannominata da loro Rosaspina) riesce a trascorrere un'infanzia spensierata, nonostante l'allontanamento dai genitori per la sua incolumità. Al sedicesimo anno, la strega riesce a trovarla ed a rimanere sola con lei. Con un sortilegio, Rosaspina si punge con il fuso di un arcolaio. Ma la perfida Malefica non sa che la fatina aveva dato in dono alla neonata la possibilità di non morire ma di cadere in un sonno profondo "dal quale si potrà risvegliare solo attraverso il bacio del vero amore". Ed ecco che allora entra in scena il famoso "principe azzurro" (quello che non vorremmo ahimè arrivasse solo nelle fiabe...) Filippo, che riesce a salvare la sua amata.

Ma se "La Bella Addormentata nel bosco" è uno dei classici "romanticoni", come non parlare di Cenerentola? Si pensa che la fiaba abbia origini cinesi, visto che il piede piccolo, da loro chiamato "loto d'oro" era simbolo di grande bellezza ed eleganza. La favola, che compare in oltre trecento varianti, narra la storia di una bellissima giovane che, alle seconde nozze del padre, viene ridotta in schiavitù dalla matrigna e dalle due sorellastre. Loro la odiano e le danno il soprannome di Cenerentola (dalla cenere con cui la ragazza si sporca pulendo il camino). La vita della sventurata cambia alla notizia che a palazzo si terrà un ballo durante il quale il principe sceglierà la sua sposa. Con l'aiuto magico di una fata, Cenerentola viene vestita con un abito meraviglioso e riesce a recarsi, con una zucca trasformata in carrozza, segretamente al ballo. Lì attira l'attenzione del principe, però Cenerentola deve stare attenta: allo scoccare della mezzanotte l'incantesimo svanisce. Ma nella fuga, cosa accade? Cenerentola perde una scarpetta di cristallo. Il principe, ormai innamorato, trova la scarpina e proclama che sposerà la ragazza capace di calzarla. Potete immaginarvi che ressa! Comunque, alla fine Cenerentola è l'unica che riesce a calzarla e sposa il principe.

Se tutte queste fiabe sono, da sempre, patrimonio della nostra cultura, forse ce n'è una un po' meno conosciuta, ma che merita ugualmente di essere raccontata: "Raperonzolo". La favola, dei fratelli Grimm, narra la storia di una coppia che desidera tanto un figlio. Finalmente il loro desiderio viene esaudito. La donna, mentre è in attesa del parto, guarda spesso dalla finestra l'orto della casa accanto, dove crescono tanti rapanelli, ignara che questo è di proprietà di una strega. Il tempo passa e la donna non fa altro che pensare ai rapanelli. Il marito, allora, decide di andare nell'orto e coglierne alcuni. La moglie li divora, ma il suo desiderio è sempre maggiore. L'uomo torna a riprenderli, ma questa volta viene sorpreso dalla strega che gli propone uno scambio: la bambina in cambio di tutti i rapanelli. La creatura cresce con la strega e la chiama Raperonzolo. La fanciulla diventa talmente bella che la perfida non permette a nessuno di vederla ed al dodicesimo anno di età la rinchiude nella torre in mezzo alla foresta. La torre non ha porte e quando la strega va a farle visita, grida alla fanciulla "Raperonzolo, Raperonzolo buttami giù la treccia". La ragazza allora fa scendere dalla finestra la sua lunghissima treccia e la strega si arrampica fino alla stanza in cima alla torre. Ma Raperonzolo non può soffrire così! Ecco allora che un principe (che è praticamente instancabile), attratto dalla sua voce melodiosa, la va a trovare ogni notte, facendosi calare la treccia senza dire nulla alla strega. Ma quando quest'ultima, con l'inganno, viene a sapere di questi incontri, taglia la treccia a Raperonzolo e la spedisce in un posto lontano. Il principe, fuori di sé dal dolore, cade in un cespuglio di rovi che gli trafiggono gli occhi e rimane cieco. Ma vi sembra che la favola possa finire così? No, di certo. Il principe vaga nella foresta e riconosce la voce melodiosa di Raperonzolo. Lei lo abbraccia forte e piange dall'emozione. Le lacrime cadono sugli occhi dell'amato ridonandogli la vista e... vissero tutti felici e contenti.

mercoledì 12 marzo 2008

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