MicroMacroLink: cinema e realtàFilmFakers
del Ladro di Biciclette
stampa l'articolo - invia ad un amico L'emozione di essere scelti come interpreti principali di un nuovo film indipendente, il sogno di ogni giovane attore che diventa realtà... fino a quando non ci si rende conto di essere protagonisti di un clamoroso scherzo e che regista, produttore, telecamera ed il terribile copione altro non sono che dei colossali falsi. Questa volta Studio Universal punta sul reality show, ovviamente basato sul cinema, per divertire e coinvolgere molti appassionati del genere. Per tutti gli aspiranti attori che lottano per emergere, FilmFakers rappresenta il più crudele e allo stesso tempo straordinario reality mai realizzato. I malcapitati, alle prime armi dopo anni di gavetta, sono vittime di prepotenze, scherzi e prese in giro di ogni genere ma disposti a tutto pur di vedere il loro nome nei titoli di coda. Arrivati all'ultimo giorno delle riprese la rivelazione finale: "Non stiamo facendo un film, stiamo fingendo un film!". FilmFakers è un curioso esperimento. F come Falso, riprende il celebre film di Orson Welles, F for Fake (Verità e Menzogna). Dobbiamo essere grati a FilmFakers, come al Grande Fratello. Grati e riconoscenti. Festosi, perfino. Perché? Semplice: perché entrambe celebrano loro malgrado la morte della televisione generalista. Segnano la rottura di un ordine, annunciano l'inizio della fine. Il che non può che riempirci di gioia. La cosa sorprendente è il suo pretendere di offrirti la vita per dartela poi inscatolata nell'unico punto di vista deciso da chi detiene i mezzi di produzione delle immagini. Intollerabile. Tanto intollerabile da generare il rifiuto del mezzo che veicola l'inganno. Siamo davvero a una svolta epocale: la tv si rivela di colpo come un medium superato, e prospetta essa stessa la necessità del proprio superamento. Nella storia dei media è sempre successo così: la crisi di un vecchio mezzo ha portato rapidamente alla messa a punto di un mezzo nuovo. Qualcosa ci dice che stiamo entrando in una fase di questo tipo. E che dobbiamo entrarci con il sorriso sulle labbra. Capaci di godere del nuovo che avanza. Dei suoi azzardi, delle sue contraddizioni. Anche a costo di dover scoprire fra non molto che perfino il nostro caro vecchio cinema rischia - in una fase di così violenta mutazione - di divenire a sua volta un dispositivo obsoleto. mercoledì 19 aprile 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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