MicroMacroLink: cinema e realtàCome finisce "Beautiful"?
di Luca Alessandroni
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Quando i sogni diventano realtà, o meglio soap opera. Brooke Logan è da anni sinonimo di troia. Ma quella faccia da cane bastonato con l'occhio semilucido ce la rende simpatica. Così accettiamo il suo arrivismo senza scrupoli e il modello di famiglia allargata che propone in cui padre, madre e figlio si confondono e si fondono. Con "Beautiful" l'Italia non laica ha in pratica accolto un organismo che si auto-riproduce: un ermafrodita. C'è da chiedersi se lo spettatore accetterà che il suo sogno sia in realtà quello di un altro. venerdì 18 maggio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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