MicroMacroLink: cinema e realtàGenerazione Turbo
del Ladro di Biciclette
stampa l'articolo - invia ad un amico Potrebbe diffondersi rapido come un falò d'estate il binomio macchine-velocità al cinema, innescato da Speed (1994) per approdare al più recente Fast and Furious (2001). Vin Diesel (mai nome poteva essere più adatto) pronuncia la frase storica e un po' jamesdeaniana del film: "Vivo la vita un quarto di miglio alla volta. Per quei dieci secondi sono libero". Le automobili, vero oggetto erotico del film, a tratti sembrano vive. E Cohen accarezza con occhio attento cromi e curve delle carrozzerie come se fossero il corpo di una ragazza. Persino George Lucas c'è cascato. Nella leggendaria saga di Guerre Stellari, il piccolo Anakin Skywalker, un giorno perfido Darth Vader, salta su uno sguscio e comincia a correre a perdifiato nei canyon di un pianetucolo di una galassia lontana lontana. Addirittura il regista che lanciò Harrison Ford nella parte dello spericolato avventuriero Ian Solo si ripete, perché in tutti i film della esalogia finora usciti, non mancano mai corse a rottadicollo di caccia stellari su percorsi da luna park, in cui vince non solo chi spara meglio raggi laser al nemico, ma chi va più forte. E, a dire la verità, il sangue scorre veloce nelle vene dello spettatore, spinto dall'adrenalina nell'incalzante partitura delle musiche di John Williams, come se a bordo di quel proiettile a reazione, guidato dal piccolo Jedi, ci fossimo pure noi. Già, "proiettile". Proiettile perché corre veloce, o perché uccide? O entrambi? lunedì 17 luglio 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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