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Mode e modi di andare al mare

di Enrica Papetti

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Mode e modi di andare al mare

"Un'estate al mare, voglia di remare..." cantava Giuni Russo nel 1982. E questo ritornello è diventato davvero un tormentone, tanto che i fratelli Vanzina hanno voluto riprenderlo come titolo del loro cineombrellone, pronto a sbancare i botteghini estivi, Un'estate al mare appunto.
Ma come sono cambiate le abitudini degli italiani nel prendere la tintarella?
Negli anni '50-'60, a bordo delle prime Seicento, tante famigliole partivano allegramente alla volta del mare, specialmente quelle che erano costrette tutto l'anno a respirare "catrame e cemento". Il bambino con il completino in perfetto stile "marinaretto" con tanto di cappellino per cui mettere il broncio, la mamma con una canottiera con scollo a "barchetta" e la gonna fino al ginocchio, il papà con maglietta e bermuda.
Il tutto condito con tanto di quel sudore che, oggi come oggi, forse non lo ricordiamo più grazie alla mitica invenzione del climatizzatore.
Dalla macchina piena zeppa, molto spesso, spuntava anche la graziosa testolina della nonna. La si portava quasi sempre dietro per occuparsi del bambino, mentre i genitori si rilassavano concedendosi qualche ora di tintarella.
La spiaggia, ovviamente, era libera ed il primo problema una volta arrivati era sempre e solo uno: come e dove piazzare l'ombrellone. E mentre stavi cercando di affondare il perno nella sabbia, sentivi quella "dolce" vocina di tuo figlio che ti implorava di portarlo a fare pipì.
Nell'auto c'era davvero di tutto, ma soprattutto i fantastici panini con tanto di bottiglietta d'acqua per il pranzo o semplicemente per uno spuntino.

Tra le spiagge più gettonate, sicuramente vi erano Cesenatico e tutta la riviera romagnola, Jesolo e Vieste. Oggi, invece, le cose sono cambiate, ma la voglia di starsene sdraiati a rilassarsi sotto l'ombrellone è sempre la stessa. Solo che le auto hanno tutte l'aria condizionata e le spiagge libere sono davvero ridotte all'osso. L'italiano medio, infatti, nella società moderna, ragiona in questo modo: "Vado in vacanza una volta all'anno... almeno pretendo di essere servito e riverito". E non importa se per lettino ed ombrellone svuota il portafoglio: la comodità non ha prezzo. I panini e la bottiglia d'acqua portata da casa sono stati quasi del tutto abbandonati. Oggi è molto meglio mangiarsi una fresca insalatina in un ristorantino in riva al mare, accompagnata da un vino frizzantino o da un analcolico alla frutta.

E che dire dei costumi? Dal costume intero che cercava di coprire il più possibile qualsiasi tipo di nudità, negli anni '50 la parola d'ordine è "osare". Ed ecco allora che le donne, in spiaggia, cominciano a sfoggiare il famoso "bikini", il costume a due pezzi, perfido strumento di seduzione. Le prime ad indossarlo furono le attrici più disinibite, come ad esempio l'intramontabile Sofia Loren che proprio con il "due pezzi" vinse, sbaragliando tutte le concorrenti, il titolo di Miss Eleganza nel 1950. Il bikini, in poco tempo, fece il giro del mondo, grazie alle superbe Brigitte Bardot e Marilyn Monroe che sfoggiavano, sulle spiagge più in, fisici mozzafiato incorniciati in costumi sexy.

Ora, invece, quello che va per la maggiore, tra le donne più smaliziate, è sicuramente il "tanga", ovvero un ridottissimo slip che di certo non le fa passare inosservate. E se poi, nella parte superiore, sfoggiano un bel topless? Beh, tanto meglio per la gioia dei soliti marpioni che, ogni anno puntuali come il caldo, affollano le spiagge italiane e non solo a caccia di prede da "cucinarsi a fuoco lento". Allora, auguriamo a tutti di vivere un'estate grandiosa e non importa se qualcuno ha qualche chilo in più o qualche smagliatura: divertitevi!!!

venerdì 4 luglio 2008

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