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Ninfomania: analisi del furore uterino

di Enrica Papetti

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Ninfomania: analisi del furore uterino

Sesso, sesso, sesso, solo sesso, sempre sesso. E' ormai risaputo, da millenni, che gli uomini, nella testa, hanno un solo pallino (un solo neurone per un solo pensiero?), ma anche le donne quanto a fissazioni non scherzano di certo. C'è chi ha la fissazione per l'ordine, chi per la pulizia e chi per... il sesso. Ebbene sì, anche le donne sono "assatanate", delle vere e proprie ninfomani, pronte a tutto pur di soddisfare le proprie voglie. Proprio la ninfomania è al centro di Valérie - Diario di una ninfomane, uscito in questi giorni nelle sale cinematografiche. Il film, che sta già facendo scandalo (la locandina è stata persino censurata), racconta la storia di una giovane francese, affascinante e prorompente, che cerca nuove esperienze per saziare il suo appetito sessuale.

Ma questa ninfomania, che roba è? Malattia, fissa mentale? Innanzitutto diciamo che il termine, di derivazione greca, venne coniato nel 1771 dal medico francese J. D. T. de Bienville, che lo utilizzò nel suo studio "La Nymphomanie, ou Traité de la fureur utérine" (La ninfomania, ovvero trattato sul furore uterino). Dapprima venne considerata semplice perversione, poi con il passare degli anni fu etichettata come patologia sessuale femminile, ovvero la malattia di chi è continuamente alla ricerca di nuovi partner per colmare, probabilmente, "vuoti" psichici. Molte volte, infatti, le donne continuano a "cercare" perché pensano che sia il proprio compagno ad avere dei problemini, quando invece sono proprio loro, per prime, a non accettarsi. Insomma vale il detto "N'do cojo cojo"? Ebbene sì, non importa se sia bello o brutto, sposato o no, giovane o vecchio: l'importante è che ci sia, perché quando l'ormone si scatena bisogna essere pronte, in qualsiasi luogo ci si trovi.

La ninfomania, però, esisteva già ai tempi dell'Impero Romano. Si dice, infatti, che di questo disturbo soffrissero Messalina, la figlia di Augusto e Giulia, la sposa di Tiberio. Bella e giovane, Messalina, sposa di Claudio, imperatore bruttino e attempato, si dava alla pazza gioia con quanti venivano al palazzo. Li circuiva, li faceva cadere ai suoi piedi e se li infilava direttamente nel letto, ma non in un'alcova segreta, bensì nel suo talamo. Si dice, inoltre, che spesso la sera usciva in fretta alla ricerca di nuovi amanti con cui soddisfare i propri istinti sessuali. La sua voglia irrefrenabile di sesso, però, la portò presto al patibolo. A soli 22 anni venne condannata a morte per la sua vita troppo "libertina". E che dire di Giulia? Secondo Seneca, la si poteva vedere spesso nel giardino di Marsia, ritrovo di prostitute. Se ne stava lì a sfogare le sue voglie tra uomini allupati.
Se ci spostiamo un po' dalla capitale, possiamo ricordare anche la vita dissoluta di Caterina II di Russia, etichettata come ipersessuale deviata. Sappiamo addirittura che, terminata la Rivoluzione Russa del 1917, venne scoperto, all'interno del Palazzo dello Zar, uno scantinato contenente giochi sessuali appartenuti con molta probabilità a lei.

Sta di fatto che quando una donna cerca del sesso è una ninfomane, quando lo fa un uomo viene al massimo considerato (e pure con orgoglio dalla stessa categoria...) "galletto" o "dongiovanni" senza alludere minimamente ad accezioni negative del termine. Dopo aver spezzato una lancia in favore del mondo femminile, una domanda potrebbe anche sorgere spontanea: ma la ninfomania, se è una malattia, può essere curata? Sì, tranquillizzatevi e soprattutto ricordate che non c'è nessuna vergogna nell'ammettere di essere ninfomani. Essendo un disturbo prima di tutto psicologico, occorre fare della psicoterapia per capire quali sono i motivi scatenanti. Alcuni psicologi consigliano addirittura terapie di gruppo come per il trattamento di qualsiasi altro tipo di dipendenza. Ovviamente non è una cosa semplice, soprattutto perché molto spesso dietro la ninfomania si nascondono altri disturbi come la frigidità e l'omosessualità che l'universo femminile tende a reprimere.
Insomma, è un dato di fatto che le donne ninfomani esistono, e gli uomini ne prendono atto... volentieri.

domenica 10 maggio 2009

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