MicroMacroLink: cinema e realtàParola di Dio
di Enrica Papetti
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Onora il padre e la madre. Non è solo uno dei dieci comandamenti. E' diventato un film, uscito nelle sale cinematografiche italiane. La storia racconta di due fratelli, Andy e Hank, che, per ragioni diverse, si trovano a navigare in cattive acque. Quando il maggiore dei due propone al più giovane di unirsi a lui in una rapina, Hank si illude di poter "risanare" la sua disastrosa condizione economica. Quando accetta, però, non sa che Andy ha organizzato il colpo proprio nella gioielleria dei loro genitori. Si viene meno, quindi, ad un importante comandamento: Onora il padre e la madre. Ma quali sono, davvero, le "regole" per vivere una vita moralmente impeccabile? Prima di tutto, osservare i famosi dieci comandamenti, considerati il vademecum per ogni cristiano che si rispetti. Di questo decalogo ne esistono diverse versioni; tuttavia il cristianesimo segue quella luterana che li elenca in questo modo: 1. Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio all'infuori di me, 2. Non nominare il nome di Dio invano, 3. Ricordati di santificare le feste, 4. Onora il padre e la madre, 5. Non uccidere, 6. Non commettere atti impuri, 7. Non rubare, 8. Non dire falsa testimonianza, 9. Non desiderare la donna d'altri, 10. Non desiderare la roba d'altri. Nonostante la loro origine si perda nella notte dei tempi, i dieci comandamenti risultano ancora molto attuali, rapportabili facilmente nella società in cui viviamo. I cristiani conoscono questo decalogo fin dalla loro infanzia e, per quanto possibile, cercano di rispettarne esempi ed insegnamenti. Ma per vivere una vita eticamente irreprensibile, non basta osservare il decalogo che Dio diede a Mosè sul Monte Sinai. Esistono, infatti, anche i famosissimi vizi capitali, tentazioni da cui bisogna stare lontani per non peccare ulteriormente. Ma che cosa sono e come nascono? Definiti da Aristotele "gli abiti del male", la Chiesa, fin dalle origini, ha sempre cercato di allontanare il cristiano dal commettere questi peccati che, secondo la dottrina cattolica, sono alla base di tutti gli altri. Ma, vediamoli nel dettaglio. Il primo è la superbia, ovvero l'ipervalutazione della propria persona e delle proprie capacità, ponendosi in una condizione di superiorità rispetto a tutti gli altri. I simboli che accompagnano questo peccato sono lo specchio, il pavone e il pipistrello. Viene poi l'avarizia, molto comune soprattutto tra i "ricconi", la voglia sfrenata di conservare meticolosamente ciò che si ha, ignorando il benessere altrui a favore del proprio. Il terzo è la lussuria, ovvero l'abbandono lascivo al piacere sessuale (difficile resistervi, vero?). Poi viene l'ira, uno stato psicologico alterato (quando si dice verde di rabbia o accecato dall'ira) capace di rimuovere alcuni freni inibitori (quelli che ci fanno ragionare, in pratica). Oltre ai dieci comandamenti ed ai vizi capitali, la Chiesa, soprattutto negli ultimi tempi, si sta battendo molto per far sì che la vita venga tutelata fin dal suo inizio. Per il cristiano, infatti, l'aborto (ovvero l'interruzione della gravidanza) è inconcepibile ed inammissibile. Più volte, il Papa ha dichiarato "L'aborto non è un diritto umano ma rappresenta una vera e propria ferita sociale per l'Europa". Ma perché la cultura cristiana non ammette l'aborto? Per la Chiesa cattolica, l'aborto è un grave peccato contro la sacralità della vita. E' un omicidio e, come tale, va condannato. Secondo il pensiero cattolico, infatti, l'embrione è già una persona e come tale deve essere rispettata. giovedì 20 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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