MicroMacroLink: cinema e realtàQuando cadono le stelle...
di Enrica Papetti
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"San Lorenzo, io lo so perché tanto/ di stelle per l'aria tranquilla/ arde e cade, perché sì gran pianto/ nel concavo cielo sfavilla". Con questi versi, Pascoli ricordava la morte del padre come se anche il cielo, in particolare il 10 agosto giorno delle stelle cadenti, partecipasse all'immenso dolore del poeta. Ma che cosa sono veramente questi corpi celesti che, "traghettando" per il cielo, fanno sognare, con il naso all'insù, tante persone? Scientificamente, si tratta di meteore che, penetrando nell'atmosfera terrestre a una velocità di 90 chilometri al secondo, si incendiano a causa del forte attrito e generano scie luminose. Romanticamente, questi fenomeni astrali sono legati ai desideri nascosti in ognuno di noi che, al passaggio della scia luminosa, vorremmo vedere avverati. Quanti, proprio durante il 10 agosto, vorrebbero donare alla loro amata anche solo un pezzettino di quella stella prima che cada per sempre, come il bel Tristan in Stardust, film di recente uscita nelle sale cinematografiche italiane. In realtà, però, non è sempre stato così. Se risaliamo alla notte dei tempi, l'apparizione delle meteore era portatrice di messaggi tutt'altro che lieti e gioiosi. Nelle mitologie orientali, greche e latine, la pioggia di stelle cadenti simboleggiava le lacrime che versavano le divinità per disastri avvenuti od annunciati. Anche la tradizione cristiana ha ereditato il concetto della pioggia di stelle come pianto celeste. Secondo la leggenda, infatti, San Lorenzo fu arrostito vivo su una graticola di ferro dai romani proprio il 10 agosto del 258 dopo Cristo. Da allora, ogni anno, le sue lacrime infuocate continuano a spandersi nel cielo come scintille. Nel Medioevo, le scie luminose che inondavano il cielo rappresentavano il viaggio dei defunti, ovvero il movimento ascendente o discendente delle anime dei trapassati. Proprio sull'osservazione delle stelle nacque la cosiddetta meteoromanzia, un'antica divinazione che si basava sullo studio delle scie luminose. E chi non riesce a "catturare", nella notte di San Lorenzo, neppure una stella? Nessun problema. Per vedere avverati (o meglio, sperare di vedere...) i propri desideri non occorre aspettare il 10 agosto. Le stelle cadenti, infatti, attraversano il cielo tutto l'anno, con la media di una ogni quarto d'ora, ma possiamo osservarle solo se ci troviamo sotto un cielo buio e pulito. Come tutte le cose, però, anche le stelle cadenti hanno una fine. A dichiararlo è l'astrofisica Margherita Hack, la quale sostiene che la scomparsa o diminuzione di questo fenomeno non ha niente a che vedere con fattori ambientali, come ad esempio l'inquinamento, bensì con una diminuzione fisiologica di materiale che "si incendia". sabato 13 ottobre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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