MicroMacroLink: cinema e realtàChi ha paura dei vampiri?
di Enrica Papetti
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Chi ha paura dei vampiri? Nessuno, ma dopo aver visto 30 giorni di buio qualcuno si potrebbe ricredere. E', infatti, approdato nelle sale cinematografiche italiane un horror da far "drizzare" i capelli. Immaginatevi un villaggio isolato nel cuore dell'Alaska, dove, per 30 giorni, il sole non sorge. Aggiungete un gruppo di vampiri, dal look vagamente metropolitano, che sbucano da ogni dove ed il gioco è fatto. 113 minuti di terrore, dove il bianco della neve si confonde, ben presto, con il rosso del sangue. Ma questi vampiri fanno davvero così paura? Innanzitutto diciamo che il vampiro è una figura mitologica mostruosa. Si tratta quasi sempre di un morto che, non si sa per quale ragione, esce dalla tomba e se ne va a tormentare i vivi, succhiando, con due bei canini, il loro sangue dal collo. Solitamente, il loro momento della giornata preferito per agire è la notte, che è il tempo per eccellenza del disordine e dell'agitazione. Inoltre, la notte si allentano i legami sociali e il più esposto agli attacchi "vampireschi" è sicuramente chi si trova solo in un luogo isolato. Il vampiro, per agire al meglio, deve avere sempre con sé la bara. Questa, infatti, è per lui un rifugio protettivo, dove può sonnecchiare senza essere disturbato. Secondo le credenze popolari, i vampiri potevano infestare un villaggio, oppure un intero continente. In quest'ultimo caso, il cielo sembrava ribollire di creature nere grandi come uomini da cui non si poteva fuggire. Ma come sfuggire, dunque, a questo morso assassino? Ogni popolo ha creato, nel corso del tempo, dei rimedi particolari. Tra questi, ricordiamo l'uso di armi d'argento perforanti, l'uso di un paletto di frassino per trafiggergli il cuore ed il famoso aglio, ingrediente infallibile per tenere lontane queste mostruose creature. Nell'arte, i vampiri sono sempre raffigurati con tratti davvero molto inquietanti: sguardi feroci e membra cadaveriche avvolte in neri mantelli. Ma siete sicuri sicuri che queste siano solo leggende? Ci sono ancora delle ville che, nonostante siano da anni disabitate, sono teatro di eventi misteriosi. Villa Favorita ad Ancona, ad esempio, è un antico edificio appartenuto al conte Ricotti. Si dice che un ragazzo, dopo essere entrato nella villa, sia stato colto da malore ed altre persone abbiano visto delle facce riflesse sui vetri. martedì 12 febbraio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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