Ancora una volta mi ritrovo qui di sabato presto, solo su questo enorme prato verde tagliato raso come un campo da golf.
La pista per velivoli ultraleggeri di Senigallia nord mi sembra stamattina quasi irreale nella densa foschia mattutina, tra un'oretta il sole d'autunno la scioglierà e potremo iniziare a volare.
Scoperchio il cofano del piccolo biposto scuola della nostra associazione sportiva, faccio la manutenzione prevista per le 25 ore, giusto un cambio di candele e poco altro.
Ho finito, ancora nessun socio è arrivato, ok farò un giretto di prova, ogni tanto è bello volare da solo, il mio fido colibrì monoposto è smontato ormai da diversi mesi e non mi capita più tanto spesso di ritrovarmi da solo lassù nel cielo azzurro.
Decollo, ancora foschia, strana, ha un aspetto quasi irreale, decido di salire per passarci sopra.
Ma quanto dura questa foschia? 3000 piedi, giro la testa per guardare se si vede in lontananza il monte Conero.
Quando ritorno con lo sguardo sul pannello rimango per un attimo abbagliato dal sole, ho una strana sensazione, sono sbucato sopra la foschia e ora il cielo è azzurro intenso...
Ma cosa cav... l'altimetro segna 32000 piedi, impossibile! Guardo meglio gli strumenti, l'orologio segna le otto e quindici, strano erano le nove!
Il GPS ha smesso di funzionare, il display dice che non riceve più i satelliti.
Guardo fuori e non riconosco il paesaggio, ora una grande città, molto più sotto, è in bella mostra di sé calma e tranquilla...
Non capisco, intanto il mio piccolo aereo sprofonda, è veramente come fossi a 32000 piedi, dove l'aria troppo rarefatta non dà abbastanza portanza alle mie ali pensate per quote molto più basse.
Cerco di governare l'aereo che risponde in maniera "gommosa" ed ecco che si pianta anche il motore... non c'è abbastanza ossigeno per il suo funzionamento.
Sto scendendo (dovrei dire precipitando) a 1500 piedi al minuto quando sento nel silenzio della planata un rumore possente di grossi motori stellari, cazz... e ora che altra sorpresa ci manca?, penso disperato.
Un grosso vortice mi prende, e un grosso aereo quadrimotore argenteo mi sfila sotto mancandomi per un pelo.
Ma che diav... non finisco di raddrizzarmi che un altro mi sfila a sinistra come una scheggia, farà 500 km all'ora! Riesco appena a leggere sul muso la scritta "Great Artiste", mentre si allontana vedo uscire dai portelloni aperti della stiva tre oggetti.
Quasi subito si aprono tre paracadute e i tre oggetti, rispetto a me ora fermi mi sfilano a sinistra mentre li raggiungo.
Dal primo ora più distante vedo uscire un unico oggetto, grosso, tozzo, sembra pesare 3-4 tonnellate, precipita giù, giù sempre più piccolo verso la città sconosciuta.
Distolgo l'attenzione perché vedo che i due aerei a cui se ne aggiunge un terzo dello stesso tipo stanno virando e tornano indietro, non è che stavolta mi centrano?, penso preoccupato.
Vedo l'aereo di prima avventarsi sulla mia traiettoria dritto preciso come guidato dal pilota automatico, all'ultimo quando credo che ormai l'impatto sia inevitabile vedo il pilota nell'altro aereo sorprendersi e prendere i comandi schivandomi per un pelo.
Un attimo, solo un attimo, ho l'impressione di leggere un nome scritto in nero sul muso argenteo, "Enola Gay".
Rimango ammutolito guardo gli altri due sfilarmi lontano, sono proprio dei B-29 della seconda guerra mondiale!
In un attimo capisco e metto il muso in alto, più in alto che posso. Un poderoso calcio mi colpisce poco dopo da dietro, svengo...
Dopo un lasso senza tempo (è passato un secondo? Un'ora? Un millennio?) mi risveglio sopra il cielo di Senigallia a casa nel mio luogo, nel mio tempo.
Atterro, lego in un'atmosfera surreale l'aereo, saluto Bigelli, chiudo l'hangar e torno a casa.
Dopo molte ore prendo dallo scaffale della mia biblioteca casalinga il libro "Aerei da combattimento volume secondo" e alla pagina 64 trovo il modello dei tre aerei che avevo visto.
Erano tre B-29, esattamente quelli battezzati "Necessary Evil", "Great Artiste" ed "Enola Gay" e l'oggetto che avevo visto scendere era "Little Boy", la prima bomba atomica che con i suoi 60 chili di uranio 235 aveva cancellato la città di Hiroshima...
Leggo... L'Enola Gay (B-29-45-MO, numero di serie 44-86292, victor number 82) venne assegnato al 393° squadrone bombardieri, 509° Gruppo Composito dell'USAF, e volò la missione del 6 agosto 1945 partendo da Tinian, una grande isola con diverse basi aeree USAF nell'arcipelago delle Isole Marianne. L'aereo era uno dei quindici B-29 con l'ultima modifica "Silverplate", necessaria a sganciare ordigni atomici.
Faccio varie ricerche e scopro che il colonnello Paul Tibbets pilota dell'aereo, ebbe un ritardo di 17 secondi sul previsto per un non meglio precisato inconveniente poco prima dello sgancio...
Pare addirittura che tra le varie storie di fantasia che girano sull'evento ci sia quella che dice che l'equipaggio dovette scansare all'ultimo un oggetto volante non identificato, paratosi inspiegabilmente sulla traiettoria di volo...
Chiudo il libro e penso: cosa mi è successo? Perché io?
giovedì 25 dicembre 2008
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