Le emorroidi dei compañierosI Cesaroni: l'Italia allo specchio
di Manuela Manfrini
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Eccomi qui, durante un uggioso pomeriggio di primavera, mentre mi aggiro distrattamente tra gli scaffali di un enorme centro commerciale. E' proprio in questo luccicante luogo del consumismo moderno, all'interno del quale è ormai consuetudine trascorrere interi weekend (quasi fosse un santuario dove andare in pellegrinaggio per farsi benedire con tutta la famiglia) che, all'improvviso, faccio una scoperta davvero sorprendente. Le uova di Pasqua de "I Cesaroni". Rimango incantata di fronte ai faccioni sorridenti di Amendola & Co. stampati sull'involucro del grande uovo di cioccolato. Sembrano guardarmi dritto negli occhi e, da un momento all'altro, mi aspetto che le figure prendano vita e mi trascinino con loro nel mitico mondo della Garbatella. Poi cambio reparto e vedo spuntare l'album di Matteo Branciamore (in arte Marco Cesaroni) "Parole nuove" e, poco più in là il nuovo diario di Eva e Marco "Ovunque andrai" (ben 192 pagine!). Inoltre le raccolte in dvd della prima e seconda stagione della serie televisiva, quaderni, libri e persino un gioco in scatola. Tutto intorno a me sembra parlare solo della simpatica famiglia allargata dei Cesaroni, dall'accento romano e dai modi di fare sbrigativi, capitanata da papà Giulio (Claudio Amendola) e dalla moglie - di seconde nozze - Lucia (Elena Sofia Ricci). La fiction si sviluppa attorno alla stuzzicante (per la morbosità dei telespettatori) ombra di incesto tra i fratellastri Eva (ben interpretata dalla bellezza acqua e sapone di Alessandra Mastronardi) e Marco (Matteo Branciamore). Ma davvero efficaci sono anche le spassosissime gag comiche Il successo di ascolti dello sceneggiato lo si deve probabilmente alla sua capacità di riempire l'attuale vuoto di rappresentazione della famiglia e delle relazioni familiari, seppur in maniera paradossale, attraverso situazioni sempre un po' sopra le righe, irreali, non vere, ma verosimili. S'intrecciano svariati giochi degli equivoci ispirati all'attualità e si toccano temi cruciali della realtà giovanile al centro del dibattito sociale degli ultimi anni: dall'uso dei computer, al bullismo, all'omosessualità. Il tutto attraverso toni sempre spensierati, quasi surreali. Del resto, "I Cesaroni" non insegue la realtà della cronaca, ma si limita a raccontare il paese che l'ha generata: un'Italia in cui gli affetti familiari sono la consolazione principale alle tante preoccupazioni. Questo è, infatti, il tema dominante dell'intera saga: lo spirito di coesione della famiglia che vince quando si unisce, applicando il cosiddetto "Metodo Cesaroni" basato sull'antico, ma efficace, assunto "occhio per occhio, dente per dente". Nulla riesce ad intaccare i valori su cui si fonda il rapporto dei Cesaroni: l'unione familiare, la solidarietà e l'amore incondizionato sono molto più forti delle discordie, delle liti, della divergenza di ideali che spesso contrappongono i protagonisti. Una sorta di "commedia alla romana", parente povera di quella "all'italiana", costruita con scaltra abilità dal regista Francesco Vicario (autore delle prime due serie) e supportata, in maniera decisiva, della bravura degli interpreti, che diverte e rilassa con una ricetta all'insegna della leggerezza, del disimpegno ben calibrato e della scorrevolezza allegra di una sceneggiatura semplice e senza pretese, sul cui canovaccio si muovono con disinvoltura i personaggi. Assai meno pregnanti - al di là di quanto si vuol far credere - sono invece gli aspetti sociali e di costume collegati al problema delle famiglie allargate, perché gli autori non si spingono mai alla ricerca di descrizioni e osservazioni dotate di un certo spessore. Ogni problema alla fine va, come per magia, a concludersi con un fiabesco lieto fine, a volte tanto scontato da risultare imbarazzante. Comunque sia lascia allo spettatore un sapore dolce e delicato che fa sorridere e sognare... elementi indispensabili per il clima ansiogeno del nostro tempo! venerdì 17 aprile 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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