Guardando il reality di Rai 2 L'isola dei famosi mi sono venute alla mente un po' di cose. La prima è che la fine della televisione è già data, il certificato di avvenuto decesso è davanti agli occhi di tutti. Si tratta solo di ricavare dall'enorme nulla catodico un frammento di senso al quale aggrapparsi come naufraghi per attraversare indenni quella sorta di acquario deformato, zeppo di pesci morti o agonici, che è la televisione italiana.
Le altre cose a cui ho pensato attengono più alla sfera del sogno e della fantasia. Quando si ha a che fare infatti, con un morto che non vuole in nessun modo resuscitare, non resta altro da fare che immaginare un universo parallelo nel quale tutto sia possibile. Al posto degli insulsi protagonisti dell'isola ho immaginato quindi che gli ospiti della lussureggiante isola siano dotati di straordinarie doti artistiche, umane, intellettuali. Inoltre, non paga di ciò, ho redatto un decalogo del reality che ha la funzione di far deflagrare la forma reality dall'interno infettandone inesorabilmente il demoniaco corpo ed esorcizzandone contenuti, icone, linguaggi. Ho chiamato i segmenti che compongono il decalogo semplicemente "indicazioni".
Indicazione 1. Ogni giorno trascorso dovrà servire ai protagonisti del reality a dar vita a opere artistiche di enorme interesse che traccino percorsi inediti di ricerca e sperimentazione.
Indicazione 2. Il gruppo degli isolani si configurerà come un gruppo di guerriglia specializzata nella violazione dei codici e delle regole caratteristiche del reality, codici e regole che prevedono come esito finale la totale demenza dei protagonisti.
Indicazione 3. La prima cosa intelligente che faranno gli isolani sarà quella di spogliarsi integralmente per offrirsi nella loro carnale sostanza al voyeuristico occhio delle telecamere. Il tediosissimo reality si trasformerà così in una performance artistica permanente ispirata a Spencer Tunick, artista che ha fatto del nudo il centro della sua riflessione.
Indicazione 4. Il gruppo di guerriglia isolana potrà e dovrà usare nel linguaggio corrente un lessico scurrile, volgare. Le imprecazioni contro la Famiglia la Patria e Dio considerate come una sublime forma espressiva, non verranno in alcun modo censurate.
Indicazione 5. La risoluzione dei conflitti, per altro del tutto inevitabile nei gruppi, sarà affidata alla saggia pratica già in uso presso le popolazioni delle scimmie Bonobo. Presso queste scimmie le contese si risolvono in un unico modo e cioè accoppiandosi.
Indicazione 6. Il tempo che sarebbe occupato nell'imbastire stupidi litigi sarà dedicato dagli isolani all'elaborazione di progetti di ampio respiro culturale e francamente golpisti. Come quello di occupare una volta tornati in patria, le sedi delle televisione nazionali.
Indicazione 7. Visto che parte del fascino osceno che il reality esercita sul pubblico è dato dalla forzata privazione del cibo a cui vengono sottoposti gli ospiti dell'isola la regola sarà che questi ultimi si ingozzeranno in maniera vergognosa, mangiando, quasi si trattasse dell'ultima cena concessa loro.
Indicazione 8. Verrà istituita la fine del reality che ogni anno fagocita le già deboli menti di milioni di italiani circuendone le intelligenze. La cifra che spetta al vincitore dell'isola verrà regalata a qualche disoccupato in cerca di prima occupazione.
Indicazione 9. Gli ospiti dovranno registrare, forniti di telecamere digitali, un reality alternativo e parallelo incentrato unicamente sulle funzioni fisiologiche personali, in modo da desacralizzare il culto del corpo.
Indicazione 10. Gli isolani metteranno da parte gli istinti suicidiari o di distruzione totale di questo schifosissimo mondo per creare una nuova classe di intellettuali rigorosamente laici, furiosamente iconoclasti, concretamente comunisti.
giovedì 28 settembre 2006
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