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Le emorroidi dei compañieros

"Un posto al sole": Napoli come non l'avete mai vista (soprattutto se siete napoletani...)

di Diazepina

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"Un posto al sole": Napoli come non l'avete mai vista (soprattutto se siete napoletani...)

Meteoropatici lettori, in principio fu "Beautiful", dopodiché la creatività nostrana cioè italiana ebbe un sussulto di orgoglio nazional-sciovinista e venne alla luce la soap ambientata a Napoli "Un posto al sole". Peccato che la soap sia prodotta da una società australiana... ma tant'è, oltre che di nazionalismo la tivvù italiana sembra affetta da esterofilia. Sciovinismo ed esterofilia. Siamo nel paese delle contraddizioni e degli ossimori. Il che tradotto alla lettera significa: siamo in Italia.

Fatta questa necessaria introduzione, di "Un posto al sole" si possono dire diverse cose. Anche se riproduce i più vieti e triti luoghi comuni di ogni "soap" e si avvale del micidiale meccanismo dell'ipnosi per incatenare i teleutenti allo schermo la serie non è niente male, vale a dire che si può seguire senza subire grossi shock emotivi, senza riportare danni neurologici gravi ma soprattutto non induce dipendenza. Se perdi una puntata infatti non ti vengono crisi di panico e il tuo stato mentale continua ad essere più o meno quello di sempre: moderatamente psicopatologico. Facendo un onesto bilancio e dissezionando la soap non mi sento di scoraggiarne la visione a nessuno, anzi ne consiglio l'uso alle persone sole o che hanno una naturale predisposizione alla piattezza esistenziale ed un'esistenza priva di eventi e colpi di scena. Dalla soap la sfortunata persona potrà apprendere come movimentare gioiosamente la propria vita con intrecci, intrighi amorosi e professionali oltre a conoscere qualche buon attore come Marzio Honorato cresciuto alla scuola di Edoardo.
La soap comunque sembra aver ambizioni didattiche come a proporre un modo di essere napoletani alternativo. Come se volesse porgerci le seguenti domande. Perché disegnare sempre Napoli in negativo, come un covo di screanzati camorristi tira a campare, sfaccendati, ma creativi? Forse perché è vero? Sono domande destinate a cadere nel vuoto. Comunque il quadro che esce di quella città è francamente irreale e idilliaco. E non potrebbe essere altrimenti. Siamo nel mondo della soap e in quel mondo a fronte di un iperrealismo e del meccanismo della reiterazione che catapulta ogni sera dentro casa tua le storie di questi personaggi pirandelliani come se fossero le tue o i personaggi facessero parte della tua famiglia, c'è una totale mancanza di aderenza alla realtà. Realismo e sognante finzione. Di nuovo una contraddizione. Che sia un modo astruso e metaforico di parlare di Napoli città contraddittoria per eccellenza? Chissà...

L'ultima considerazione va dedicata alla canzone che accompagna i titoli di testa, che contiene alcune profonde meditazioni esistenziali e un ammonimento che con linguaggio filosofico può essere tradotto con il celeberrimo "memento mori" o in alternativa, per i più scaramantici con l'altrettanto celeberrimo "carpe diem". Ecco i versi della canzone.
"UN NUOVO GIORNO E' QUI
ANCHE PER TE...
UN GIORNO PIU' VERO
SI SVEGLIERA'...
SE QUESTA VITA SIAMO NOI...
LASCIA LE COSE CHE NON VUOI...
E' COSI' POCO IL TEMPO PER AMARE".
Il succo della canzone è chiaro, meglio non perdere troppo tempo visto che quello che abbiamo è già poco soprattutto se questo tempo lo si impiega guardando soap come "Un posto al sole".

martedì 27 marzo 2007

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